Tassare i robot o detassare gli esseri umani?

Tassare i robot o detassare gli esseri umani?

Tassare i robot o detassare gli esseri umani?

Entriamo in merito al dibattito sulla proposta di tassazione dei robot, recentemente condivisa anche da Bill Gates.

È innegabile che l’automazione prima o poi rimpiazzerà i lavoratori, eliminando la necessità della loro presenza, ma l’impatto di questa rivoluzione, che può essere devastante, dipenderà dalla capacità dei lavoratori di adattarsi e dalla velocità con la quale questo cambiamento avverrà.

Sarà una frattura, una divisione tra mondi diversi che genererà conflitti sociali se i lavoratori non vengono accompagnati fin da subito in questo processo. Come in tutte le aziende in cui si attuano dei cambiamenti, occorre definire una strategia, in questo caso a livello europeo, per aiutare gli esseri umani coinvolti ad acquisire nuove competenze, ad imparare ad imparare secondo la logica del long life learning.

La velocità di trasformazione delle fabbriche in scatole vuote ha un proprio regolatore nella convenienza economica e quindi la leva fiscale può avere un effetto importante, ma non tassando i “robot”, perché tale proposta non è attuabile: non solo gli operai verranno sostituiti da operai artificiali, ma intelletti sintetici, composti da network di sistemi cognitivi, neurali e big data, sostituiranno assicuratori, avvocati e altre classi impiegatizie e la rivoluzione degli intelletti sintetici sarà maggiore rispetto ai primi.

Mentre è più semplice una tassazione su un bene tangibile, risulterebbe impossibile tassare un bene immateriale. Come potrebbe essere e da chi dovrebbe essere tassata la forma evoluta di “Siri”, l’assistente personale presente nei telefoni iPhone?

Se gli individui sono in competizione con operai artificiali e intelletti sintetici, bisogna sì usare la leva fiscale, ma riducendo il più possibile la tassazione sulle persone fisiche ed introducendo l’imposta negativa sul reddito, per integrare i redditi sotto la soglia di povertà con un metodo che disincentivi i comportamenti parassitari.

Libertà d'Impresa

L'Associazione per la Libertà d'Impresa viene costituita nel 2016 con l'obiettivo di ampliare in Italia la libertà d'impresa e difendere il libero mercato. Tale posizione viene perseguita attraverso la promozione di pubblicazioni, l’organizzazione di seminari e convegni.

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